Il Tempio

SGLRSM

Altro significato di loggia, che architettonicamente è un edificio o una parte di edificio comunicante con l’esterno su uno o più lati mediante l’interposizione di un colonnato o di una fila di arcate, è quello di locale adibito a Tempio muratorio.

Come tale, simbolicamente, è una rappresentazione del cosmo e si estende in lunghezza dall’occidente all’oriente, in larghezza dal settentrione al meridione, mentre in altezza va dallo zenit al nadir. Di fatto, è un locale rettangolare (un “quadrato doppio”) i cui lati dovrebbero trovarsi in rapporto 2: 1, idealmente “orientato” nel senso della lunghezza da ovest (porta d’ingresso e seggio del primo sorvegliante) a est (trono del maestro venerabile): ai lati della porta d’ingresso, ma internamente, sono collocate le due colonne J (Jod) e B (Bet) menzionate dalla Bibbia in riferimento al Tempio salomonico.

Gli apprendisti siedono lungo il lato “settentrionale”, i compagni d’arte lungo il lato “meridionale” (ove pure, grosso modo a metà di esso, si trova il seggio del secondo sorvegliante), mentre i maestri siedono in entrambi i lati, denominati anche colonne per estensione rispetto alle suddette colonne J e B.

Lungo le pareti sono distribuite dodici colonne o semi-colonne, intervallate con i segni dello zodiaco. Sulla parete orientale, ai lati del trono del maestro venerabile, sono riprodotti il Sole e la Luna.

La zona centrale del piano di calpestìo è pavimentata con quadrati bianchi e neri alternati a scacchiera (pavimento mosaico), riproducente in piccolo le dimensioni dello stesso Tempio: su di essa viene deposto il quadro di loggia, sul quale sono raffigurati i principali simboli propri di ciascun grado.

La porzione “orientale” dello stesso piano di calpestìo, corrispondente a un terzo o a un quarto della superficie complessiva (considerata il Debhir o Sancta Sanctorum, mentre quella “occidentale” è considerata l’Hikhal o Sanctus), è rialzata rispetto alla rimanente e vi si accede mediante una scala di quattro gradini. Su questo piano rialzato sono collocati, rispettivamente: a oriente il Trono e l’altare del maestro venerabile, spesso sormontato da un baldacchino, cui si accede mediante un’ulteriore scala di tre gradini; a settentrione il seggio e il banco dell’oratore; a meridione il seggio e il banco del segretario.

Su un secondo altare (o ara) interposto tra il pavimento mosaico e il trono del maestro venerabile e antistante il piano rialzato “orientale”, viene collocato all’apertura dei lavori il Libro della Legge Sacra, sul quale sono poi sovrapposti la squadra e il compasso.

Al di sopra del trono del maestro venerabile trovano posto il Delta luminoso e la Stella fiammeggiante con la lettera G o Pentalfa; ai lati del secondo altare sono poggiati la tavola da disegno, la pietra grezza e la pietra cubica (talvolta una pietra cubica a punta). Il soffitto del tempio (volta stellata) è dipinto di azzurro e disseminato di stelle.

Nei pressi del trono del venerabile e dei seggi del primo e del secondo sorvegliante sono ubicate, rispettivamente, le statue di Minerva, di Ercole e di Venere. In corrispondenza di tre dei quattro angoli del pavimento mosaico sono disposti altrettanti pilastri, denominati Sapienza, Forza e Bellezza, a formare un triangolo rettangolo nel centro del Tempio.

Al Tempio, così descritto, si accede da un altro locale, denominato vestibolo o sala dei passi perduti. Per solito, il vestibolo comunica anche con una cameretta, priva di finestre, detta gabinetto di meditazione o di riflessione.

Nel Tempio è prevista la presenza di oggetti d’uso rituale, la cui ubicazione è rigorosamente stabilita dalla tradizione e dai rituali, anche se non senza molteplici varianti a seconda dei Paesi e dei sistemi rituali seguiti. L’abbigliamento in loggia prevede un grembiule di pelle bianca, diversamente decorato per ciascuno dei tre gradi e spesso anche per i maestri venerabili e per gli ex-venerabili, guanti di pelle bianca, collari di seta ai quali sono appesi i simboli (gioielli) delle specifiche funzioni per i dignitari e gli ufficiali.