l'istituzione

L'ORGANIZZAZIONE

Una pluralità di logge dà vita, attraverso un sistema federativo su base nazionale, a una Grande Loggia (in alcuni Paesi, come l’Italia e l’Olanda, denominata Grande Oriente), che di norma ha giurisdizione esclusiva sul territorio dello Stato in cui è insediata, in base al principio di esclusività territoriale: essa sola può autorizzare la fondazione di nuove logge e controllare il regolare funzionamento di quelle esistenti.

Una GRANDE LOGGIA possiede organismi di autogoverno ed è presieduta da un gran maestro, al quale è affidato il potere esecutivo, mentre quello legislativo è esercitato dalla periodica assemblea generale (detta per estensione Gran Loggia o, in altre massonerie, Convento) di tutte le logge regolari, attraverso la presenza dei loro maestri venerabili o di loro delegati. Il gran maestro, inoltre, rappresenta la Grande Loggia nei rapporti con le singole logge e con il mondo “profano” e con le Grandi Logge di altri Paesi, le quali si riconoscono reciprocamente sulla base della “regolarità”, ossia della conformità alle caratteristiche (i cosiddetti landmarks) considerate fondamentali e irrinunciabili.

Il GRAN MAESTRO è coadiuvato da una giunta di collaboratori, che ricalca nei titolo e nelle funzioni la fisionomia della loggia: un primo e un secondo grande sorvegliante, un grande oratore, un gran tesoriere, un gran segretario, i sostituti del gran maestro , eventuali altri aggiunti.

Sinonimi di Grande Loggia, sempre intesa come federazione di logge su base nazionale, sono Obbedienza e Comunione, nei significati rispettivi di federazione di logge che si assoggettano a un’unica autorità nell’ambito di una determinata giurisdizione nazionale e di comunità di logge organicamente collegate da un complesso normativo e da strutture organizzative comuni.

Il termine Ordine, di ascendenza religiosa o cavalleresca, può designare, a seconda dei casi, sia la singola Grande Loggia sia la massoneria universale, indipendentemente dalle diverse aggregazioni nazionali e in un’accezione sovra-nazionale. Nello stesso senso, sebbene non da tutti apprezzato e impiegato, ricorre quello di Istituzione.

Ogni Grande Loggia oggi esistente trae origine direttamente dalla Gran Loggia di Londra fondata nel 1717 (la quale ha assunto dopo circa un secolo la denominazione di Grande Loggia Unita d’Inghilterra) o da un’altra Grande Loggia, a sua volta fondata da quella inglese. Per questo motivo la G.L.U. d’Inghilterra si è attribuita (e le viene generalmente riconosciuta) la denominazione di “Grande Loggia madre del mondo”: ma questo appellativo, l’autorità morale che ne deriva e il ruolo di severo guardiano dell’ortodossia massonica che di fatto questa Grande Loggia ha svolto e continua a svolgere, non implicano alcun primato di essa né alcun rapporto di subordinazione nei suoi confronti da parte delle altre Grandi Logge.

Infatti, non è mai esistita un’organizzazione massonica sovranazionale alla quale sia stata o venga riconosciuta autorità gerarchica sulle singole Grandi Logge, le quali sono tutte autocefale e indipendenti. Persino modesti tentativi, effettuati in passato, di dare vita a organismi di reciproca informazione tra le diverse Grandi Logge sono tutti tosto o tardi falliti, anche a causa della decisa opposizione manifestata costantemente a questo riguardo dalla G.L.U. d’Inghilterra.

Nonostante differenze più o meno sensibili tra le diverse Grandi Logge, tutte si conformano più o meno fedelmente ai princìpi stabiliti dalle Costituzioni approvate nel 1723 dalla G. L. di Londra, antenata prossima - come si è detto e come si vedrà meglio più oltre - dell’attuale G.L.U. d’Inghilterra. E tutte, a livello dei tre gradi universalmente praticati, seguono usi, simboli e rituali approssimativamente sovrapponibili o equivalenti, sì da mantenere tratti di identità comune.

Tra la loggia e la gran maestranza normalmente si interpongono, inoltre, altri organismi, che hanno la funzione di garantire funzioni di interesse comune, ma di competenza estranea a quella della gran maestranza e non espletate dall’assemblea generale delle logge, che si riunisce soltanto una o alcune volte l’anno. I poteri di questi organismi sono molto limitati, dato l’assetto di tipo centralistico proprio di questa Obbedienza.

Le sanzioni disciplinari comminabili consistono nel richiamo o ammonizione (censura e censura solenne) con le pene accessorie della sospensione dall’attività massonica a tempo determinato o dell’interdizione dalle cariche interne a tempo determinato, o nei casi più gravi nell’espulsione dall’Ordine.

Il prolungato assenteismo dai lavori di loggia o la morosità a riguardo delle quote associative (capitazioni) comportano invece il depennamento (radiazione), adottabile di ufficio dalle tre luci della loggia (maestro venerabile, primo e secondo sorvegliante) riunite in Consiglio di Disciplina.

L’espulsione e il depennamento non vanno confusi con l’assonnamento, che è la decisione volontaria dell’associato di non fare più parte attiva dell’organismo massonico, corrispondente alle “profane” dimissioni, e che non gli preclude la facoltà di richiedere, in qualsiasi momento, la riammissione nel grado conseguito: nel qual caso, ovviamente, non dovrà essere nuovamente sottoposto alle relative prove di iniziazione. Anche in questo senso si afferma che l’iniziazione è indelebile.